La Commissione europea valuta regole specifiche per lo staking: la consultazione MiCA chiude il 30 settembre

La Commissione europea valuta regole specifiche per lo staking: la consultazione MiCA chiude il 30 settembre

La Commissione europea chiude il 30 settembre 2026 la consultazione sulla revisione del regolamento sulle cripto-attività MiCA. Tra le domande figura se lo staking abbia bisogno di regole europee dedicate, dato che oggi resta fuori dal perimetro del regolamento. In quella data nulla cambia nelle norme vigenti: le risposte confluiranno in relazioni che la Commissione dovrà presentare entro il 30 giugno 2027.

La Commissione europea chiude il 30 settembre 2026 la consultazione sulla revisione del regolamento europeo sulle cripto-attività MiCA. Nella consultazione la Commissione chiede, tra l'altro, se lo staking necessiti di regole proprie. Allo stato attuale lo staking non rientra in un regime specifico di MiCA. L'esito potrà avere effetti, nel medio periodo, sui servizi di staking che le piattaforme di scambio europee offrono ai propri clienti.

La consultazione è stata aperta il 20 maggio 2026 e contiene 86 domande, suddivise in quattro sezioni: cripto-attività diverse dalle stablecoin, stablecoin e token di moneta elettronica, prestatori di servizi per le cripto-attività (CASP) e attività che oggi restano fuori da MiCA. La scadenza originaria del 31 agosto è stata prorogata di un mese, al 30 settembre 2026 alle 23:59 CEST. La Commissione rivolge il questionario agli operatori di mercato — prestatori di servizi ed emittenti — e alle autorità pubbliche, come le autorità di vigilanza nazionali ed europee, le banche centrali e i ministeri delle Finanze.

Lo staking figura nella quarta sezione, insieme alla finanza decentralizzata (DeFi), ai prestiti in cripto-attività, agli NFT, ai mercati predittivi, ai depositi tokenizzati e ai perpetual futures. Si tratta di attività per le quali MiCA non prevede oggi un regime specifico. La domanda 66 della consultazione chiede se l'attuale trattamento europeo dello staking sia adeguato e quali requisiti dovrebbero applicarsi a chi offre lo staking come servizio.

Il 30 settembre non cambia nulla nelle norme in sé. La consultazione non contiene proposte legislative: la Commissione raccoglie contributi. Tali contributi alimenteranno le relazioni che essa deve presentare, ai sensi degli articoli 140 e 142 di MiCA, entro il 30 giugno 2027. Secondo il regolamento, queste relazioni possono essere accompagnate da una proposta legislativa che modifichi o integri MiCA, qualora ve ne sia motivo. Fino ad allora gli obblighi MiCA esistenti restano pienamente in vigore.

Per gli utenti delle piattaforme di scambio questo significa che lo staking resta, per ora, un servizio che si colloca accanto al quadro autorizzativo MiCA. Le piattaforme con licenza MiCA sono sottoposte a vigilanza per i propri servizi in cripto-attività, ma tale vigilanza non riguarda un regime di staking separato, semplicemente perché oggi non esiste. Chi valuta lo staking deve quindi basarsi sulle condizioni e sulla documentazione sui rischi della singola piattaforma: quali monete sono ammesse, come vengono calcolate e corrisposte le ricompense, se è previsto un periodo di blocco e quale quota del rendimento trattiene la piattaforma.

Quali piattaforme offrano lo staking, e a quali condizioni, varia da operatore a operatore. Una panoramica delle piattaforme che confrontiamo è disponibile sulla nostra pagina di panoramica degli exchange.

Questo articolo non costituisce consulenza in materia di investimenti. Le ricompense derivanti dallo staking non sono garantite e il valore delle cripto-attività può subire forti oscillazioni.