L'autorità bancaria europea EBA chiede di portare i prestiti in cripto sotto MiCA

L'autorità bancaria europea EBA chiede di portare i prestiti in cripto sotto MiCA

L'Autorità bancaria europea (EBA) ha raccomandato alla Commissione europea di includere il prestito e la concessione in prestito di criptoattività nel regolamento MiCA. Nella risposta alla revisione di MiCA, pubblicata il 24 settembre 2026, l'autorità propone anche obblighi per i soggetti che danno ai clienti accesso ai protocolli DeFi. Per gli utenti al momento non cambia nulla: si tratta di un parere rivolto alla Commissione, non di nuove regole. La consultazione della Commissione si chiude il 30 settembre 2026.

L'Autorità bancaria europea (EBA) ha pubblicato il 24 settembre 2026 la propria risposta alla consultazione mirata della Commissione europea sulla revisione del regolamento sulle cripto-attività MiCA. Nel documento l'autorità raccomanda di includere nel perimetro di MiCA il prestito e la concessione in prestito di criptoattività tramite un intermediario. Questa attività era stata deliberatamente esclusa quando il regolamento è stato redatto. Si tratta espressamente di un parere rivolto alla Commissione e non di nuove regole: per gli utenti al momento non cambia nulla.

L'EBA motiva la raccomandazione con la crescita del mercato. Secondo l'autorità il prestito di criptoattività, compreso l'utilizzo delle cosiddette stablecoin, è aumentato sia in volume sia in estensione geografica. I servizi in cui un operatore fa da intermediario nel prestito di cripto sono ormai offerti in almeno sedici Stati membri dell'Unione europea. L'EBA osserva inoltre che l'intelligenza artificiale e un accesso più semplice ai protocolli DeFi stanno rendendo sempre più sfumato il confine tra finanza centralizzata e decentralizzata.

Che cosa propone l'EBA

L'autorità sottopone alla Commissione due possibili strade. La prima consiste nell'aggiungere il prestito intermediato di criptoattività tra i servizi soggetti ad autorizzazione ai sensi di MiCA, accanto a quelli che i prestatori di servizi per le cripto-attività possono già offrire. La seconda riguarda i soggetti che danno ai clienti accesso ai protocolli DeFi. Per questi l'EBA indica, tra l'altro, test di adeguatezza per gli utenti, limiti alla leva finanziaria, informazioni più ampie su costi e rischi e un possibile regime di certificazione per i protocolli che non sono pienamente decentralizzati.

I rischi indicati dall'EBA riguardano soprattutto la struttura stessa dell'operazione: leva finanziaria eccessiva, informazioni incomplete per gli utenti, riutilizzo delle garanzie su blockchain diverse, malfunzionamenti operativi e perdite dovute a frodi e attacchi informatici. L'autorità raccomanda alla Commissione di svolgere prima un'analisi costi-benefici, prima di modificare effettivamente la normativa.

Stablecoin e requisiti di riserva

Nello stesso parere l'EBA giudica nel complesso adeguati i requisiti esistenti per i token di moneta elettronica e per i token collegati ad attività. Ai sensi di MiCAR le stablecoin agganciate all'euro o al dollaro rientrano nella categoria dei token di moneta elettronica, mentre i token collegati ad attività costituiscono una categoria a sé. L'autorità chiede però regole più severe per gli schemi in cui una stablecoin viene emessa da più emittenti dentro e fuori l'Unione europea. L'EBA domanda inoltre una revisione dei requisiti di riserva, compresa la quota minima delle riserve da detenere come deposito bancario.

Che cosa significa per gli utenti

Per chi concede criptoattività in prestito a fronte di una remunerazione, la differenza rispetto al risparmio è rilevante. Un conto di deposito presso una banca rientra nel sistema di garanzia dei depositi, che copre le somme fino a 100.000 euro per persona e per banca. Le criptoattività non vi rientrano. Se un operatore fallisce, sono le condizioni contrattuali a determinare che cosa il cliente recupera. L'EBA segnala inoltre che le attività date in prestito possono essere prestate nuovamente dall'operatore, creando un ulteriore livello di rischio.

Le piattaforme presenti su Trust Your Coin dispongono di un'autorizzazione MiCA per i servizi che offrono. Tale autorizzazione al momento non copre i servizi di prestito, poiché questi restano fuori da MiCA: è proprio questa lacuna che l'EBA vuole colmare. La consultazione della Commissione europea si chiude il 30 settembre 2026, dopodiché la Commissione valuterà i pareri ricevuti. Una panoramica degli operatori e dei loro servizi è disponibile nella pagina degli exchange.

Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e non costituisce consulenza in materia di investimenti. Concedere criptoattività in prestito comporta dei rischi; è possibile perdere il capitale investito.